Il n°20 ha parlato a Tell Me

Felipe Caicedo si racconta. Il n° 20 della Lazio ha Tell Me su Lazio Style Radio. Ecco le sue parole riportate da lalaziosiamonoi.it:

“Ora sono più consapevole dei miei gol da infarto. Ci ho sempre creduto, il lavoro e il sacrificio pagano sempre. Mi sento completo, non desidero più nulla. Lo stage che vinsi a 15 anni? A me toccò il Boca Juniors, poi però mi acquistò il Basilea. Da lì iniziò il mio sogno per l’Europa. E adesso sono alla Lazio: ho sempre desiderato giocare in Italia, in una squadra così forte. In Ecuador non è stato facile, anche se i miei genitori non mi hanno fatto mancare nulla. Ma è stata una fortuna scappare presto da lì, anche se una parte del mio cuore è ancora in Ecuador. Ho girato tanto, ma alla Lazio ho trovato la serenità: qui mi sento amato, mi sento vivo! Inzaghi? Lo ammiro molto il mister, è sempre stato chiaro e onesto con me. È un vincente e ha portato tutti noi dove siamo adesso. Sa gestirci bene e riesce a fare gruppo, questa è sicuramente una delle sue qualità migliori. Immobile e Cataldi? Mai visto uno con la fame di Ciro. Lui è il nostro leader, la nostra bandiera. È una persona molto umile. Cataldi? Anche da lui ho imparato molto, spesso stiamo in panchina insieme e quindi abbiamo il tempo di chiacchierare (ride n.d.r.). Il mio percorso alla Lazio? Ho vissuto dei momenti brutti, altri molto esaltanti. Sono orgoglioso di me. Il primo anno è stato complicato ma, una volta superate le difficoltà, è andato tutto bene. Sono riuscito a vincere 3 trofei su 4: ricordo bene la finale con l’Atalanta quando feci l’assist più brutto della mia vita a Correa e poi lui ricambiò il favore con la Juve. Giocare all’Olimpico è sempre un’emozione, poi le scenografie della Curva sono uno spettacolo”.

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