L’allenatore della Ternana ha parlato a TMW Radio

L’ex attaccante del Napoli, Cristiano Lucarelli, ora alla guida della Ternana, ha parlato ai microfoni di TMW Radio. Tra i temi affrontati, Lucarelli ha anche parlato di Osimhen e Milik, le due facce opposte dell’attacco del Napoli versione 2020-21. Ecco le sue dichiarazioni:

“Come ho visto Osimhen? Si vede che potenzialmente può diventare un top player nei prossimi anni. Ha bisogno di inserirsi in un campionato che non è più quello di 10 anni fa, ma rimane comunque quello tatticamente più difficile del mondo. Persino Ronaldo ha faticato a essere sé stesso nelle sue prime dieci partite, ogni giocatore ha bisogno di tempo per l’adattamento ad una serie di situazioni che vanno al di là del calcio. In Italia c’è più pressione e meno programmazione rispetto ad altri campionati, si guarda al risultato senza vedere come matura: le vittorie nascondono difetti, e nelle sconfitte non si va mai a vedere se c’è un lavoro e un’identità. Anche la parte mediatica è completamente cambiata… Milik? Penso che potrebbe lasciare ancora il segno in Italia. Penso a Zapata, che a Napoli non è riuscito a dimostrare fino in fondo il suo valore affermandosi all’Atalanta. Non vedo perché dovrebbe scappare dall’Italia, sicuramente nella scelta dovrà privilegiare l’essere al centro di un progetto, che sia dove vuole lui ma deve trovare una società che ci punti. Oggi, a distanza di anni, apprezzo ancor di più quanto riusciva a fare Julio Cruz, che decideva le partite da alternativa. Lo potevi mettere dentro 5′ e si faceva trovare pronto, poi magari saltava due partite, rientrava e diventava decisivo. Oppure anche Massaro nel Milan… In generale, anche nella mia carriera è stato così, si preferisce essere generali in Corsica piuttosto che marescialli in Francia. Accettare di essere alternative non è facile, così come entrare a partite in corsa. Quelli come Milik hanno bisogno di giocare sempre”.

 

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