Atalanta, Zapata: “Gasperini fondamentale per me. Sulla Coppa Italia…”

Atalanta, Zapata: “Gasperini fondamentale per me. Sulla Coppa Italia…”

L’attaccante dell’Atalanta, Duvan Zapata, ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta Dello Sport. Il numero 91 della Dea ha toccato diversi temi: dai prossimi obiettivi della sua squadra al rapporto con mister Gasperini, passando per il suo passato a Udine e alla sua situazione personale in termini di gol. Ecco di seguito le parole dello stesso Zapata riprese da CalcioNews24:

“Finale di stagione? Di facile non c’è nulla. In classifica siamo tutti lì e non possiamo sbagliare mai. Poi c’è la finale con la Juve: vincere un titolo sarebbe speciale e ti farebbe giocare la Supercoppa. Ma io non scelgo, voglio tutto. Inter più forte? In sincerità… No. Hanno vinto, ma ci hanno sofferto, come tutte le volte che ci hanno affrontato. Poi non sempre i risultati rispecchiano i meriti. Io credo che l’Inter sia prima perché ha avuto più tempo per lavorare sui dettagli, dopo essere stata eliminata in Europa. Udinese? Ho solo bei ricordi di Udine. Quando arrivai, mi feci male quasi subito, segnando un gol al Bologna. Dovevo star fuori 4 mesi, tornai dopo 3: mi curarono alla grande. E poi, al secondo anno, andai per la prima volta in doppia cifra. Gasperini? Il mister è stato fondamentale soprattutto nei miei primi mesi a Bergamo. Non segnavo, faticavo a capire i meccanismi della squadra, non conoscevo i compagni. Mi ha dato fiducia. Più gol? Mi avevano appena fatto vedere una statistica: sono l’attaccante della A che ha colpito più pali e traverse (cinque, come Calhanoglu e De Paul, n.d.r.). Troppe volte sono andato vicino al gol senza poi segnare. Difensori avversari? Demiral è proprio tosto e veloce. Poi De Vrij. Lukaku? Non siamo così simili. Sta facendo un grande campionato, ma pure lui ha faticato prima. Lite con Ibra? Cose di campo. Nei giorni seguenti circolò un audio che attribuirono a me, dove si parlava di rigori per il Milan. Non ero io, ma i tifosi rossoneri mi riempirono di insulti. Pensare che io non ho nemmeno risposto a Ibrahimovic: stavo vincendo 3-0, perché mettersi a litigare? Podio attaccanti? Mbappé non vale? Ok. Lewandowski, Haaland e… Muriel. Che forte Lucho. Io in tandem con Muriel? Con un solo centravanti o due, cambia poco. I concetti della squadra restano gli stessi, anche se con me e Lucho abbiamo più verticalità. Con altri facciamo più possesso. Gli attaccanti colombiani? Siamo un popolo allegro, per questo diamo il meglio dalla metà campo in su. Ci piace fare gol, dare spettacolo”.

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