Cadice-Valencia | Gracia: “Condanniamo ogni forma di razzismo”

Cadice-Valencia | Gracia: “Condanniamo ogni forma di razzismo”. È il messaggio lanciato dall’allenatore del Valencia, Javi Gracia, in riferimento all’episodio di presunti insulti razzisti che avrebbero subito il difensore francese Diakhaby da parte dell’avversario del Cadice, Juan Cala. Nella conferenza post partita – che è terminata 2-1 per il Cadice – Gracia ha raccontato nei dettagli l’accaduto. Ecco le sue parole (qui la versione integrale della conferenza):

“El prejunto insulto de Juan Cala a Diakhaby? El incidente sucedió en la primera parte y hemos visto una reacción de Diakhaby que es etado afectado por lo que sucedió y en es momento nos hemos intentado de capir si fue insultado gravemente y si el jugador estaba bastante nervioso. Lógicamente cuando nos ha referido el insulto hemos optado par decirle al árbitro que no estábamos de acuerdo con eso y que no seguimos el partido y nos hemos retirado en los vestuarios  y en el vestuario nos ha informado que en caso de no volver podemos ser sancionados y en es momento hemos comentado con Diakha par saber como andava y nos manifestado que no se encontraba para jugar pero che entendia perfectamente que debemos volver seguiendo a jugar ante la posible sancion y hemos vuelto a jugar con l’intención lógica para conseguir una victoria, con un motivo más para pelear por la victoria y una victoria que no hemos conseguido. Aprovecho lógicamente para decir que no has visto, que el arbitro no tenia costancia de lo que sucedió, no ha cuchado nada, ningún asistente ha cuchado nada, no tenía constancia de lo que es realmente sucedío y ante esta situacion se habrá sentido obligado a dar continuidad al partido y lamentamos muchos situaciones y aprovechamos a condenar des de luego este tipo de situaciones en referencia al racismo y además”

“Il presunto insulto di Juan Cala a Diakhaby? L’incidente è successo nella prima parte e abbiamo visto una reazione di Diakhaby che era colpito per quello che è successo e in quel momento abbiamo tentato di capire se è stato insultato gravemente e se il giocatore era abbastanza nervoso. Logicamente quando ha riferito l’insulto abbiamo optato per dire all’arbitro che non eravamo d’accordo con lui e che non proseguiamo la partita e ci siamo ritirati negli spogliatoi e nello spogliatoio ci hanno informato che nel caso in cui non fossimo tornati potevamo essere sanzionati e in quel momento abbiamo parlato con Diakha per sapere come andava e ci ha manifestato che non se la sentiva di giocare ma che capiva perfettamente che dovevamo tornare per continuare a giocare prima della possibile sanzione e siamo tornati a giocare con l’intenzione logica di ottenere una vittoria, con un motivo in più per combattere per la vittoria e una vittoria che non abbiamo conseguito. Approfitto logicamente per dire che non ha visto, che l’arbitro non ha avuto alcun tipo di segnalazione di quello che è successo, non ha deciso nulla, nessun assistente ha deciso nulla, non ha avuto alcun tipo di segnalazione di quello che è realmente successo e in questa situazione si sarà sentito obbligato a dare continuità alla partita e ci rammarichiamo di molte situazioni e naturalmente cogliamo l’occasione per condannare questo tipo di situazioni in riferimento al razzismo o altro”

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