Inter, Hakimi: “Sono contento di essere qui. Conte? Ti fa dare il massimo”

Inter, Hakimi: “Sono contento di essere qui. Conte? Ti fa dare il massimo”. Lo ha dichiarato il laterale destro dell’Inter, Achraf Hakimi, in una lunga intervista a SportWeek, in edicola stamani (qui le anticipazioni dell’intervista). Ecco di seguito le parole dello stesso Hakimi riprese da CalcioNews24:

“La prima immagine che mi viene in mente se penso alla vittoria dello Scudetto? La vittoria con la Juve a San Siro un mese dopo l’eliminazione in Champions. Ma sono tre i momenti che riassumono la nostra stagione: l’uscita dalle coppe europee, il successo sulla Juve e quello nel derby di ritorno che ci ha permesso di staccare il Milan di quattro punti. Se in quell’occasione avevamo capito di poter vincere il titolo? No, non c’è stata una partita in particolare. Quando siamo rimasti fuori dall’Europa ci siamo detti che non potevamo lasciarci scappare pure il campionato. Chi o cosa mi ha convinto a firmare per l’Inter? L’ambizione, il progetto del club e le parole di Conte nella nostra prima telefonata. Chiamò per dirmi che mi voleva. Cosa mi disse Conte in quella telefonata? Prima mi chiese cosa vedessi e volessi nel mio futuro, poi mi spiegò come avremmo giocato, quale sarebbe stato il mio ruolo nei cinque tra difesa e centrocampo e perché sarebbe stato decisivo nella sua idea di calcio aggressivo. Mi fece sentire importante. Poi, sì, disse pure che avremmo vinto. Parlammo tanto e, visto come è andata, posso dire di aver fatto la scelta giusta. Ma l’ho pensato subito. La qualità migliore di Conte? Lui tira fuori tutto dai giocatori. Mi ha aiutato molto. È stato il primo con cui ho giocato a cinque. Mi ha insegnato a pensare non solo all’attacco ma anche alla difesa, con lui ho imparato un aspetto del gioco che non conoscevo tanto. Conte un martello? Non so se si può definire un martello (ride), so che gli piace che assimiliamo bene quello che ci dice. Gli piace lavorare sui dettagli. È buono, questo, perché così per noi giocatori diventa più facile in partita. Non abbiamo sorprese, perché tutte le situazioni che possiamo trovarci di fronte le abbiamo già preparate in allenamento. Chi mi ha impressionato di più tra i miei compagni di squadra? Per come gioca, per lo spirito che ci mette, mi piace molto Barella. Va sempre avanti, ha passione, cuore. Un altro è Bastoni, per la tranquillità del suo gioco e la qualità nel trattare la palla. Notevole, se si riflette sulla delicatezza del suo ruolo – è un difensore – e su quanto sia giovane. […] Se l’Inter è diventata casa mia? Sì, sono molto contento di stare qui, e mia moglie e mio figlio Amin sono felici di vivere a Milano. Non posso sapere cosa succederà in futuro, ma ora sto bene qui e spero di continuare a giocare e vincere per molto tempo ancora”.

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