Milan, Gazidis: “Vogliamo riportare il club al top. Su Ibra e Pioli…”

L’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis, ha parlato in una lunga intervista esclusiva a Il Corriere Dello Sport, facendo una dettagliata analisi di questa annata del club rossonero ma anche parlando di alcuni dei protagonisti tra cui Zlatan Ibrahimovic e il tecnico Stefano Pioli. Ecco di seguito le parole di Gazidis riprese da pianetamilan.it (qui la versione integrale):

“Ibrahimovic? È stato sorprendente conoscere Ibra. È straordinariamente divisivo: o lo ami o lo odi. Penso che investa su questa caratteristica per motivare sé stesso. È un uomo molto intelligente e ha anche un lato soft, che esprime nel rapporto con la squadra. Non è sufficiente ruggire come un leone sul campo per guadagnarsi il rispetto dei compagni. Sono molto utili i momenti – diciamo così – di tenerezza. Una parte di lui è destinata all’immagine pubblica. Prevale comunque la componente motivazionale: Ibra non si accontenta mai, è sempre sopra le righe, il leone se lo sente addosso. E ovviamente non pensa di essere Dio. Il desiderio di essere qualcosa in più, e di diverso, è nella sua natura. Il gruppo è fortemente stimolato dalla sua presenza. Ed è un fatto notevole che, a 39 anni, Ibra riesca ancora a competere a questi livelli e a essere così determinato a vincere – è eccezionale. Pioli? C’è un ottimo equilibrio. E come Ibra mi ha sorpreso per il suo lato tenero, così Pioli mi ha colpito per il carattere. Mi ha impressionato la forza di Stefano, oltre alla sua sensibilità. Mix tra giovani ed esperti? Quando arrivai al Milan, credo addirittura il primo giorno, dissi che avremmo costruito la squadra sui giovani, ma senza escludere elementi esperti che avrebbero rafforzato il gruppo dandogli una guida. Non ho mai detto no a Ibra. Anzi, fu lui a dirci di no un anno, non voleva lasciare i Galaxy. Ne favorii l’arrivo e, per di più, suggerii l’acquisto di Cesc Fàbregas, che non andò in porto per altre ragioni. Il mancato rinnovo di Donnarumma? Non voglio rivelare i dettagli, né la tempistica, e non conosco i confini del rapporto tra Gigio e Mino Raiola. Alla fine, ovviamente, la decisione è sempre del calciatore. Quello che posso dire è che Gigio è stato un professionista eccezionale, in ogni singolo giorno, e nell’ultima partita contro l’Atalanta non c’era nessuno più felice di lui per la qualificazione in Champions. Nutro una stima assoluta nei suoi confronti, così come rispetto le sue scelte. Nessun accento negativo. Ha fatto ciò che pensava fosse meglio per lui, e ci sono alcune ragioni dalla sua parte, ma non indico quali. La possibile ‘de-raiolizzazione’ del Milan? No, non è un nostro obiettivo. Non abbiamo alcun problema con Raiola, siamo in buoni rapporti. Certe decisioni vengono prese dai giocatori, non dai loro agenti. I singoli casi li analizziamo senza alcun pregiudizio […] Riportare il Milan in alto? Se penso alle sfide che abbiamo dovuto affrontare al Milan, sin dal primo giorno… Dovevamo portare in pari i conti, perché il rosso aveva superato il livello di guardia, e allo stesso tempo migliorare le performance sul campo. Se avessimo copiato dei modelli esistenti avremmo fallito entrambi gli obiettivi. Dovevamo fare qualcosa di rottura, trovare un modo di agire tutto nostro, altrimenti non avremmo avuto alcuna possibilità di evitare l’angolo morto”

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: