Milan, Scaroni: “È stato un anno fantastico per noi. Sulla questione stadio…”

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, ha parlato ai microfoni del TGR Lombardia (intervistato dal direttore Alessandro Casarin) nello spazio “L’Intervista”, dove ha analizzato la stagione appena trascorsa, il mercato estivo del club, la questione stadio ma anche la crisi del calcio ai tempi del Covid. Ecco di seguito le sue dichiarazioni:

“Noi vice campioni d’Italia: se è impossibile fare di più? No, no, è possibile fare di più, me lo auguro proprio. Devo dire che per la stagione che abbiamo appena passato è stato un obiettivo molto bello per noi, non l’avevamo previsto, l’abbiamo raggiunto sia con la squadra maschile e anche la squadra femminile ha fatto molto bene, è stato un anno fantastico. Il primo anno senza Donnarumma: cosa mi sento di promettere ai tifosi, quali rinforzi? Ah, beh, guardi sui rinforzi non sono cose di cui mi occupo io, semmai Paolo Maldini. Però, certo, dobbiamo rafforzar la squadra, l’abbiamo già fatto col portiere [Maignan n.d.r.], abbiamo un eccellente portiere, faremo altri innesti e anche se abbiamo una squadra giovane, forte e questo resterà il blocco forte anche per l’anno prossimo. Entro il 2021 il primo mattone per il nuovo stadio: se è ancora possibile? È possibile no, purtroppo, mi spiace, c’è stato tutto un fronte di elementi negativi, il Covid ha influito anche su questo naturalmente perché non è stato più la priorità però resto fiducioso. Io mi accontenterei entro quest’anno di partire con la progettazione esecutiva dello stadio perché questo avverrà a valle di una delibera di giunta che autorizza definitivamente la costruzione. Se sono d’accordo con Marotta quando dice che bisogna tagliare i costi nel calcio? Beh, certamente tutto quello che sta avvenendo dimostra che il modello con il quale abbiamo funzionato per tanti anni non regge più e direi che la chiusura degli stadi è stata un po’ la valanga definitiva sui nostri conti. Però resta sempre il fatto che chi si comporta con un occhio al conto economico e con un occhio al campo può farcela. Abbiamo delle squadre che riescono economicamente a reggere. Come sistema abbiamo bisogno di trovare dei rimedi, ma che devono essere forzatamente a livello europeo. Che differenza di gestione ho trovato tra l’ENI e una società di calcio e se mi diverto? Le differenze sono meno di quelle che si immaginano, anche qui c’è un conto economico da rispettare, anche qui ci sono delle persone da far funzionare, una squadra – e non intendo solo la squadra in campo – che deve comportarsi in modo univoco e compatto – e questo mi pare che sia il caso del Milan – noi su tutti i fronti respiriamo un clima molto di serenità e questo è vero anche nelle aziende più grandi del Milan. Poi naturalmente in campo c’è questa alea, però nel lungo termine l’alea scompare e contano le qualità”.

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