Bologna, Orsolini: “La mia annata? Da 6,5. Felice della conferma di Mihajlovic”

L’esterno offensivo del Bologna, Riccardo Orsolini, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta Dello Sport dove ha analizzato la sua stagione e quella del suo club ma anche dicendo la sua sulla Nazionale e sulla conferma di Sinisa Mihajlovic alla guida dei felsinei. Ecco di seguito le sue parole:

“Luogo comune che io abbia fatto più panchine che presenze da titolare? Invece è falso. Ventuno gare da titolare, tredici ingressi dalla panchina. Che poi Mihajlovic mi abbia sostituito spesso, beh, questo è un altro discorso… Oppure che non sono stato brillante come negli altri anni sebbene abbia segnato 7 gol? Qui a Bologna ho realizzato ventotto gol in tre stagioni fra A e Coppa Italia. Quest’anno sì, 7 reti e quattro assist: non mi pare poco in assoluto. Pensi se fossi stato al 100% cosa avrei fatto… Perché non ero al 100%? Per aspetti vari, un mix di situazioni, anche la mancanza di pubblico. Io l’assenza di gente allo stadio la soffro, tutti noi siamo cresciuti da piccoli con un pallone e sognando di fare un gol davanti a migliaia di persone. E non è un pretesto, sia chiaro. Se ricordo il gol al Sassuolo? Quel giorno entrarono mille persone… Se esultando a quel gol ce l’avevo con Mihajlovic? Né contro di lui né contro una persona che, lei mi dice, poco prima del gol urlò “Cambialo!”. Avevo il dito degli scettici puntato addosso, venivo criticato e insomma era un modo per dire “Zitti tutti”. Se sono della permanenza di Mihajlovic? Sì. Anche perché mi sono chiesto: che senso avrebbe avuto andarsene dopo 2 anni e mezzo quando hai in mente di consolidare una crescita? Se è vero che a Bologna si vuole percorrere la strada dell’Atalanta, beh, allora serve continuità. A che punto è il mio rapporto col mister? Io a lui devo tanto, la svolta della mia carriera. Ma anche lui qualcosa può riconoscermi, soprattutto in quell’anno della salvezza. La famosa frase “Orso si deve svegliare?”: all’inizio attecchiva, poi no. Credo l’avrà capito. Appena lo vedrò gli chiederò di trovare un altro modo per stimolarmi (sorride, ndr). Il nostro rapporto? Come al solito, quello di sempre. La convivenza porta confronti: lui se c’è qualcosa da dire non è uno che sta zitto e io pure. Se io ho avuto la voglia di cambiare aria? Nessuna voglia o esigenza di andarmene. Sono sempre stato uno dei pochi a dire che a Bologna sto da dio, e lo dirò fino all’ultimo secondo in cui starò in questa città. Se poi la società, con la quale ho totale sintonia, ha intenzione di vendermi ne dovremo parlare. Pochi giorni fa ho visto il mio procuratore, Minieri: se ci saranno eventuali richieste, valuteremo insieme al club. Poi vorrei ricordare una cosa: ho un contratto fino al 2024, felice di averlo e del quale mai mi sono pentito. Se quest’anno ho sorriso di meno? Magari sorridevo meno esteriormente, ma io non lo perdo. Piuttosto mi fanno arrabbiare quelli che pensano che chi sorride spesso è un superficiale o, peggio, un cogl… Mentre chi ha sempre la faccia arrabbiata o fa il serio cos’è, uno perfetto? Quante sciocchezze. Il sorriso è la base di tutto, nel calcio come nella vita. E sorridere aiuta a fare tutto per bene. Se è vero che Sarri ai tempi della Juventus mi voleva a gennaio 2020? (ride n.d.r.) Nì. Mihajlovic ha definito la prossima stagione quella della scalata? Mi pare non l’avesse mai detta una cosa così: e se oggi avverte questa sensazione, bene. Lui non è il tipo da spendere parole a caso. Se credo al fatto che possa essere l’annata giusta? Intanto ci spero: le strutture per farlo ci sono tutte, in ogni senso e da ogni lato la si guardi; e chi dice che Saputo è uno che non spende, beh, si informi seriamente. Arnautovic e Lyanco (accostati di recente al Bologna n.d.r.)? Arnautovic non lo conosco bene, ma sarebbe quel “9” che mancava. Lyanco? Sarebbe un ritorno molto gradito: conosce tutti noi, oltre che la città e i tifosi. Se Palacio ci mancherà? Rodrigo apriva gli spazi, giocava come pochi sanno, lavorava per gli altri, era l’olio nel nostro motore: secondo me potrebbe succedere che lo rimpiangeremo…Cosa chiedo a me stesso in vista della prossima stagione? La maturazione completa. L’ho già detto, lo so, ma spero che questa volta funzioni. A volte Sinisa mi ha provato sottopunta anziché largo? Più sono nei pressi della porta meglio sto. Io sono un attaccante, non un difendente. Il mio problema (sorride, ndr) è rincorrere… Il dualismo con Skov Olsen? Mai considerato come un dualismo: siamo due giocatori diversissimi, lui è un tutta-fascia, io sono per gli ultimi trenta metri; lui fa lo stop, lo scarico e si riparte; io vado più diretto. Skov Olsen all’Europeo e io no? Io penso già al Qatar. Quanto ci sono rimasto male per non essere in azzurro? Da uno a dieci, quindici… Sto cercando di non pensarci, ma quando lo faccio finisco per dirmi che c’è stata molta colpa mia. La concorrenza era alta? Sì, e forte: mi fossi chiamato Orsolinovic oggi giocherei l’Europeo. Se ho visto la gara dell’Italia del 4 giugno al Dall’Ara? Un suo collega mi ha mandato una foto: un bambino sorridente e in tribuna con la maglia del Bologna. Di Orsolini. Mi ha fatto sorridere. E forse rosicare di più. Però vorrei dire una cosa: io posso essere arrabbiato ma quello che lo può essere più di me è Soriano. Per rendimento e numeri strameritava l’Europeo. Che voto do ai 41 punti del Bologna? Sei. Che voto mi darei dopo questa stagione? Sei e mezzo, sette gol e quattro assist non è da poco”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: