Venezia, Collauto: “Gruppo della promozione? Fatte scelte non solo tecniche”

Il direttore sportivo del Venezia, Mattia Collauto, è intervenuto al Talk Show di TuttoVeneziaSport per analizzare la grande cavalcata dei lagunari, culminata con la promozione in Serie A. Ecco di seguito le parole dello stesso Collauto:

“Il lavoro fatto sul mercato nell’estate 2020 per creare il grande gruppo della promozione?La situazione Covid non ci ha permesso di fare uno screening adeguato, si poteva viaggiare poco, non siamo riusciti a fare un lavoro certosino, quindi sui calciatori che abbiamo preso siamo stati coraggiosi e fortunati. Abbiamo preso diversi giocatori internazionali e calciatori italiani che non arrivavano da stagioni esaltanti, Forte, Mazzocchi, Ricci, Di Mariano, Taugourdeau, Svoboda venivano da una retrocessione. Abbiamo puntato anche sulle motivazioni, sono giocatori con qualità, ma spesso non riescono a esprimere le loro qualità se non sono nel giusto contesto. Abbiamo inserito tutti in un gruppo sano e in un contesto che voleva crescere, l’obiettivo di quest’anno era alzare l’asticella, questo era il discorso fatto ai ragazzi nel primo giorno di ritiro. Chiaro poi che questi ragazzi l’asticella non l’hanno alzata, ma spaccata, andando oltre ogni più rosea aspettativa.  Alla base di tutto questo ci sono state scelte non solo tecniche, ma anche motivazionali, umorali, umane, credo che siamo stati molto coraggiosi e molto fortunato. Il presidente Niederauer? Niederauer è quella persona che prima fa e poi dice, una persona che ama il concreto e credo lo abbia dimostrato in tutto e per tutto, una persona che ha obiettivi importanti per il club. Chiaramente una gioia così non se la aspettava neanche lui, ma era probabilmente la persona più convinta che questo gruppo di lavoro sarebbe stato in grado di ottenere risultati, magari non nell’immediato ma nel tempo. Li abbiamo ottenuti subito e siamo felici, ma è una persona che è indiscutibile dal punto di vista della chiarezza delle idee e della programmazione. Poi magari all’improvviso ci caccia tutti, ma il mio giudizio non cambierebbe, perché Duncan è una persona che ama fare, ama il concreto e credo che il calcio abbia bisogno di persone di questo genere. Viviamo in un mondo del calcio che ha grossi problemi, che non funzioni, tutti i giorni vediamo che c’è qualcosa che non guarda, persone così aiutano ad allieviare queste difficoltà, ma non solo perché mette i soldi, ma perché è la persona più indicata per gestire un discorso economico. Duncan e i suoi soci sono questi, perché ricordo che della proprietà fanno parte anche alcuni soci che hanno la stessa visione di Niederauer e quindi rafforzano questa idea di business che ha dato risultati immediati e anche insperati ma che ci prendiamo volentieri. Festeggiamenti? Sì si è prestato, credo abbia percepito qualcosa di magico in quel che è successo, vivendo la città, la nostra gente, credo sia molto felice di quanto sia successo. Vorrei però spendere anche qualche parola per tutte le persone che in passato hanno gestito il club, perché i risultati sono figli poi di un percorso, chi c’è stato prima ha fatto delle ottime cose, non va mai dimenticato il passato, anche perché poi siamo tutti tifosi di questo club e dobbiamo sostenere tutti, aldilà delle situazioni spiacevoli che possono capitare e ne abbiamo vissute parecchie. È un calcio che spesso non ti ripaga degli sforzi che fai e quindi bisogna dare atto a tutte le persone che sono venute in precedenza a investire soldi nel nostro club e per la nostra città”

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