Zaniolo: “Euro 2020? Arrivati a questo punto, tutti hanno paura dell’Italia di Mancini”

Il centrocampista della Roma, Nicolò Zaniolo, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta Dello Sport. Il numero 22 giallorosso ha trattato diversi temi: dalla Nazionale a Euro 2020 al razzismo nel calcio fino all’imminente arrivo di Mourinho nella Capitale. Ecco di seguito le parole di Zaniolo riprese da CalcioNews24:

Sorpreso dall’Italia di Mancini? Per niente. So quanto valgono i miei compagni e quanta forza sono riusciti a creare facendo gruppo. I titolari non sono solo undici, ma tutti quanti. E guardi che non è una frase fatta, visto quello che hanno dimostrato negli ottavi di finale proprio nella partita contro l’Austria: chi entra, decide la partita. Si vince tutti insieme. Il Belgio? Credo proprio che col Belgio non sbaglieranno. Intendiamoci, loro sono forti. Hanno Lukaku – che è un fenomeno – e chissà se recupereranno anche De Bruyne ed Edin Hazard. Insomma, se sono al primo posto nel ranking Fifa ci sarà un motivo più che valido. Detto questo, abbiamo giocatori in grado di metterli in difficoltà e, contemporaneamente, di stoppare i loro punti di forza. L’inginocchiarsi per il razzismo? D’accordo con gli Azzurri al cento per cento. Quello che decidono loro, per me è sempre la cosa più giusta da fare. La mia mancata convocazione in azzurro? È stata una giornata difficile. Ci siamo sentiti io e il mister Mancini per parlare della convocazione in Nazionale, ma siamo arrivati alla conclusione che non ce l’avrei fatta ad essere pronto per giugno. Tutto questo anche per rispetto dei miei compagni che hanno giocato l’intero anno mentre io purtroppo, a causa del mio infortunio, non sono riuscito a farlo. Adesso, però, guardo avanti. Il prossimo anno c’è il Mondiale, e non nascondo che stavolta mi piacerebbe davvero esserci. L’Italia vincitrice di Euro 2020? Non dico niente, perché ha visto cosa è successo alla Francia campione del mondo, ma arrivati a questo punto, secondo lei, quale nazionale non avrebbe paura dell’Italia? Credo nessuna. Messaggi di sostegno nei miei confronti? Mi hanno fatto molto piacere i messaggi ricevuti da altri giocatori come Modric, uno di quelli che stimo di più in assoluto, oppure Depay. Sono cose che mi hanno commosso, così come l’affetto di tanti miei colleghi e, come posso dire, addetti ai lavori. Penso a Carlo Ancelotti, che nelle settimane più difficili ha provato a consolarmi, spiegandomi i grandi passi in avanti fatti dalla medicina rispetto ai suoi tempi. E se ce l’aveva fatta lui, potevo riuscirci anche io. Mourinho? Alt, di Roma non parlo. Dico solo che siamo tutti gasati, perché non vediamo l’ora di dimostrare a Mourinho quanto valiamo. È un grande allenatore e ha vinto tanto. Per me è un onore essere allenato da lui, perciò non vedo l’ora di cominciare”.

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