Tonali: “Il Milan lotterà per vincere lo Scudetto. Pioli? È come un padre”

Il centrocampista del Milan, Sandro Tonali, ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta Dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni riprese da CalcioNews24:

“Secondo anno in rossonero e cosa è cambiato? Molto semplicemente, sono cresciuto di un anno. Dentro e fuori dal campo, aspetto fondamentale. Ripartiamo con il vantaggio di conoscerci, noi giocatori e l’allenatore. Quello che non cambia sono gli obiettivi: puntiamo sempre in alto. Sicuramente. Non è stata la mia migliore annata, anche perché́ è stata particolare, complicata: il Covid mi ha fermato quasi subito, ci ho messo un po’ a carburare. Quest’anno sarà̀ un’altra storia, anche se so di dover migliorare: non ci sono punti di arrivo, si cresce sempre. Critiche? Quando non gioco o non mi alleno, leggo, guardo un film. Non è facile rimanere impermeabili ma io ci provo, sia con le critiche che con gli elogi. Ci saranno sempre le persone a cui non piaccio, ed è giusto così, non si può piacere a tutti. Perché mi sono ridotto lo stipendio? Perché́ la voglia di restare al Milan veniva prima di tutto. I termini del riscatto dal Brescia erano scaduti e si ricominciava da zero: per me era importante fare un passo verso il Milan. C’erano altri club, anche con ingaggi più alti da offrire, ma io sono felice qui. Rapporto con Pioli? Molto bello, è come un padre. Siamo giovani, lui sa quali corde toccare, ci conosce a fondo. Lavoriamo molto di reparto, analizziamo le partite giocate e prepariamo le successive: siamo davvero uniti. Kjaer e Ibrahimovic? Sono due persone diverse, ma entrambi danno tantissimo alla squadra. Giocare con Ibra ti dà stimoli inspiegabili, Zlatan ti carica anche se non gioca. Lo fa anche ora che non si allena insieme a noi: è sempre molto presente. Sa che noi abbiamo bisogno di lui ma che anche lui ha bisogno di noi, siamo quasi una cosa sola. Kjaer parla e spiega molto in campo, è una sorta di secondo mister. Kessie e Bennacer? Li ho studiati e mi hanno insegnato molto, anche in allenamento. Sono cresciuti tantissimo nel Milan, un modello per i compagni. Concorrenza? Avere tanti ottimi compagni non deve creare competizione ma offrire input a dare tutto e migliorare. L’asticella va tenuta alta, fa bene a tutta la squadra. Se ci crediamo allo Scudetto? Sì. Lottiamo tutti insieme, per lo stesso obiettivo. Il pensiero della squadra è unico. Champions League? Vogliamo fare strada il più possibile. Torniamo dopo tanti anni di assenza e sappiamo che non sarà̀ facile, ma siamo il Milan. L’Europa è casa nostra. Maldini? Paolo è una colonna, specialmente in questo momento: siamo giovani e allenarsi sotto i suoi occhi, parlare con lui, ti passa energie speciali. Quando ho firmato il nuovo contratto abbiamo fatto insieme un punto, su di me e sul Milan: l’annata passata, i cambiamenti, il futuro da costruire… È stato bello. L’Europeo? Da compagno e da tifoso, ma è stato fantastico anche viverlo da casa. La vittoria mi ha reso orgoglioso come tutti gli italiani. La Nazionale? La Nazionale è una conseguenza di quello che fai con il club. Parlerà̀ il campo, vedremo. Io lavorerò̀ duro per esserci al Mondiale. Promessa ai tifosi? Anzitutto ringrazio la società̀, perché́ ha scommesso su di me due volte. Non mi piacciono i proclami, ma posso assicurare che farò di tutto per dimostrare di essere da Milan”.

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