Udinese, Samir: “Dobbiamo raggiungere la salvezza e poi puntare a traguardi più alti”

Il difensore brasiliano dell’Udinese, Samir, ha parlato ai microfoni di Udinese Tonight. Ecco le sue dichiarazioni riprese da udinese.it:

“Ci stiamo preparando molto bene durante il ritiro. Oggi il mister ci ha parlato dicendo di continuare a lavorare così, con poche parole e molti fatti. Noi siamo contenti di ascoltare il nostro comandante e sappiamo che questa è la strada da seguire. Dobbiamo continuare così, possiamo raggiungere il nostro obiettivo che è la salvezza e poi puntare a traguardi più alti. Il mister sta iniziando a mettere in pratica la sua mentalità, per i giocatori nuovi è importante capire quello che ci richiede. Sono a Udine da 6 anni, sono molto contento di essere qui e la mia famiglia ormai si è adattata a questo ambiente, i miei figli sono nati qui. Chi è qui da più tempo deve essere da esempio per i nuovi arrivati e per chi esce dalle giovanili. Sono felice di essere uno dei punti di riferimento della squadra e spero di contribuire il massimo possibile per la squadra. In sei anni ho anche realizzato 7 gol, spero di riuscire a farne almeno altri 3 nel nuovo campionato. Nella scorsa stagione avremmo potuto sfruttare meglio i calci piazzati per segnare di più, stiamo lavorando per migliorare su questo aspetto. Udogie è un bravo giocatore, si sta comportando bene. Sono sicuro che capirà in fretta quello che il mister si aspetta da lui e di cosa la squadra ha bisogno. Credo che crescerà molto in questo campionato e ci darà una mano importante in questa stagione. Il mister aspetta che finisca il mercato per poter mettere in pratica le sue idee. In questo momento stiamo lavorando più sulla difesa a 3, che in questo momento è l’unico modulo che ci dà sicurezza. In precedenza non avevamo quasi mai prima sulla difesa a 4 ma a fine mercato penso che succederà. Io voglio aiutare la squadra indipendentemente che giochi da esterno o da terzino: mi sento un giocatore versatile, questo penso sia utile perché permettere al mister di cambiare il sistema di gioco anche in corso d’opera. Sarei molto orgoglioso di indossare la fascia di capitano, poi alla fine decidono società e mister. Il mio compito è provare ad essere un leader dentro e fuori dal campo”.

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