Italiano: “La Fiorentina è una sfida con me stesso. Sono qui per ottenere risultati”

L’allenatore della Fiorentina, Vincenzo Italiano, ha parlato ai canali ufficiali del club nello spazio dedicato alle interviste ‘One To One’. Ecco alcuni passaggi delle sue dichiarazioni (qui la versione integrale):

AMBIZIONE E VOGLIA DI VINCERE: “Ancora la fame di vincere ed ottenere risultati importanti c’è, e l’ho dimostrato anche accettando la sfida di Firenze, la sfida di allenare questa squadra che ho affrontato da avversario, che ha qualità, che è di altissimo livello in tanti componenti. Ha sei nazionali, di cui tre hanno vinto la Coppa America, uno ha vinto l’Europeo, Erick Pulgar col Cile, Christian Kouamé con la Costa D’Avorio. C’è qualità e spero di tirarla fuori. Lavorare sul dettaglio è fondamentale. Il calcio è sempre in evoluzione. Ogni partita ti dà spunti, ogni partita qualche allenatore si inventa qualcosa. Nascono sempre strategie diverse, situazioni e sviluppi diversi. Quindi essendo un calcio che va forte e va veloce, uno deve stare sempre attento, deve aggiornarsi costantemente. Io guardo tante partite, prendo spunti da tutti, e riesco a modellare poi a mio piacimento qualche situazione. Questo penso che sia il segreto per rimanere sempre a un livello importante. L’innovazione nel calcio te la dettano anche i calciatori che vai ad allenare. Cresci di categoria, di ambizione, di livello rispetto alle squadre che alleni. I giocatori di qualità ti portano a modellare, ad aggiustare anche alcune idee che tu pensi siano inamovibili, siano dettami o principi fissi. Tanti giocatori ti permettono di diversificare, di essere innovativo su tanti punti di vista. Più qualità hai in una squadra, più si riesce ad esprimersi anche in maniera bella. Puoi anche cercare di divertire, ma chiaro che bisogna avere tanto equilibrio, perché ci sono le due fasi: quella difensiva e quella offensiva. Mai cercare di essere spavaldi. Se c’è qualcosa che deve regnare e che porta le vittorie, è la qualità in tutto ciò che si propone”.

LA FIORENTINA: “Devo ringraziare la società, Rocco Commisso, Joe Barone, Daniele Pradè. Mi hanno fortemente voluto. Questo per chi la pensa come me è troppo importante. Vuol dire che la gente ti stima, vuol dire che crede in te. Vuol dire che ha fiducia in te. Così la responsabilità uno se la prende volentieri, per cercare di ripagare tutto questo.  Piano piano sto iniziando a conoscere tutti. Ho trovato un ambiente straordinario, un ambiente di livello. È una sfida che ho accettato perché penso che questa sia una squadra di qualità, ha tanti giocatori forti, giocatori che forse non hanno ancora espresso il proprio valore. E per me è una sfida. È una sfida con me stesso il cercare di ottenere qualcosa di importante. Mi auguro soddisfazioni da tutti i punti di vista. Nella crescita dei calciatori, migliorare quello che abbiamo fatto la scorsa stagione, a livello personale mio e per la Fiorentina. Da parte mia c’è tutto l’impegno possibile e immaginabile. Ci metto il cuore. Come in tutte le squadre in cui sono stato. Sono qui per ottenere risultati”.

I TIFOSI: “È la prima volta che vengo accolto così. Sono rimasto veramente stupito, anche alla presentazione. Sono stupito da quello che c’è stato a Moena: ogni giorno la tribuna piena per ogni allenamento, con gente appassionata, che segue con attenzione. Quando venivo a giocare contro la Fiorentina, era una sfida praticamente persa in partenza, per il blasone, per il livello dei calciatori, e mi auguro che noi si diventi quella squadra che faceva paura a me, che dimostrava il proprio valore sempre, ed è questo che voglio: creare un’identità forte, un gruppo unito, tutti per uno ed uno per tutti. Questo è sacro. Cercheremo di essere all’altezza della situazione”.

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