Zeman: “Juve in pole per lo Scudetto. Su Milan, Atalanta e Roma…”

L’allenatore del Foggia, Zdenek Zeman, ha parlato ai microfoni della Gazzetta Dello Sport sui vari temi della prossima Serie A 2021-2022. Ecco le sue parole riprese da CalcioNews24:

“Ritorno? Un bell’effetto. Anche se c’è tanto da lavorare le sensazioni sono buone. Abbiamo cambiato praticamente tutto. Sono rimasti solo due giocatori del vecchio Foggia, eppure i ragazzi hanno fatto subito gruppo. Mi sembrano bravi, disponibili, senza troppi grilli per la testa. Pochi tatuaggi, poco Instagram e molta freschezza. Contro i tempi moderni? No, certo. Anche perchè non so se il mio calcio è ancora 20 anni avanti, di certo io mi sento 20 anni in meno rispetto a quelli che ho. Ma mi piace chi si dedica allo sport completamente, sapendo di avere una grande opportunità. E che la sfrutti rispettando la società, i tifosi e le regole del gioco. Mi sembra ci siano le premesse, ora aspettiamo il campo. Acquisti del Foggia? Pavone è stato bravo. Se ha problemi chi ha vinto lo scudetto, figurarsi le società di Lega Pro. Sorpreso dalle cessioni dell’Inter? No, perchè la crisi del calcio era nota e non la vedeva solo chi non voleva vederla. I problemi economici non ci sono solo nel mondo del pallone ma in tanti settori della società e la pandemia li ha acuiti. Non succede solo in Italia. Basta guardare in Spagna, dove il Barcellona, oberato di debiti, è stato costretto a lasciar partire Messi. Conte? Si è dimostrato un grande allenatore e un’ottima guida per la squadra. Senza di lui l’Inter non avrebbe vinto. Di più: in pochi sarebbero riusciti a fare quello che ha fatto lui. Juventus favorita? Lo era anche l’anno scorso. Per la rosa che ha è la più completa e la squadra da battere. La situazione di Ronaldo? Mi sembrano forzature giornalistiche. Penso che Ronaldo sappia che oggi non ci sono squadre in grado di garantirgli quello che gli dà la Juve. Chiellini e Bonucci? L’asse portante difensivo è sempre stato il punto di forza. Però gli anni passano. Hanno disputato un grande Europeo, ma la stagione è lunga: dovranno essere bravi a gestirsi ed evitare infortuni. Ibra e Giroud? Non so quanto giocheranno insieme. Il Milan parte da una base buone e da meccanismi di gioco collaudati, ma non credo riuscirà a ripetere l’inizio della seconda stagione quando è stato l’assoluta novità del campionato. Ora le sue caratteristiche sono note. Perderà l’effetto sorpresa, ha le potenzialità per competere. Atalanta? Fa un ottimo calcio, con un allenatore tra i migliori in assoluto. Però ogni tanto la squadra si ferma. Non so se è una questione di mentalità, ma deve fare un ultimo salto nella continuità di risultati e nel non perdere punti alla sua portata. Insigne? Nel calcio ormai è una normalità: ci sono giocatori che hanno dato tanto e altrettanto pretendono. Spero che si arrivi ad un accordo e Lorenzo possa restare nella sua Napoli. Immobile? Dipende da come lo vedrà Sarri, se più mobile o immobile davanti… Perchè Immobile ha bisogno di essere mobile. Ciro deve correre e svariare per rendere al massimo. Mourinho? Beh Mourinho ha un grande fascino. La Roma era una buona squadra anche lo scorso anno, ma non aveva continuità di prestazioni. Credo Mourinho correggerà questo difetto. Abraham? Ha tante qualità tecniche, non conosco il suo carattere e se ha la testa per sfruttare il suo potenziale. Mi auguro di sì. Le piccole? Mi incuriosisce il Verona di Di Francesco e la Fiorentina. Ho apprezzato tanto il lavoro di Italiano con lo Spezia. Se ripeterà quello che ho visto come gioco e mentalità, a Firenze vivranno una bella stagione. Addii in Serie A? Finché il calcio sarà più business che sport sarà così. Le bandiere non esistono più. Le ultime sono state Totti e De Rossi”.

Gazzetta Dello Sport 18 08 2021

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