Juventus, Agnelli: “Ci sono state difficoltà ma non lo ritengo un anno fallimentare”

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha parlato oggi in conferenza stampa in occasione dell’addio dell’ex Managing Director Football Area, Fabio Paratici. Ecco di seguito le parole dello stesso Agnelli riprese dai canali ufficiali del club:

“Innanzitutto vorrei fare un punto sulla stagione. Ringrazio Andrea Pirlo e il suo staff, perché se “fallimento” significa vincere due trofei e accedere alla Champions League, significa che è stato un anno positivo. Ci sono state difficoltà e dobbiamo imparare dagli errori che abbiamo commesso, tutti. Diamo il bentornato a Massimiliano Allegri, siamo estremamente felici e lui è pronto a buttarsi in un’avventura che sarà sicuramente di lungo corso. Quando la riorganizzazione sarà completata ci vedremo in una nuova conferenza stampa: posso intanto dire che Federico Cherubini è determinato e pronto. Ho cercato per anni di cambiare le competizioni europee dall’interno, perché i segnali di crisi erano evidenti già prima della pandemia. Il sistema concentra il potere in un monopolio. La Superlega non è un colpo di stato, ma un grido disperato di allarme per un sistema che, consapevolmente o meno, si indirizza verso l’insolvenza. L’accordo fra i fondatori era condizionato al preventivo riconoscimento da parte di UEFA della competizione. La risposta è stata di chiusura, con termini offensivi e metodi arroganti, e poi si è indirizzata verso tre club. «Non è con questo tipo di comportamenti che si riforma il calcio di fronte a questa crisi. Per fortuna so che non tutti in UEFA la pensano allo stesso modo. Il desiderio di dialogo, comunque, resta immutato. Altri sport hanno affrontato cambiamenti di questo tipo, e quasi tutti gli stakeholders concordano sul fatto che il modello vada cambiato. Juventus, Barcellona e Real Madrid sono determinati a giungere a una completa riforma delle competizioni anche e soprattutto nell’interesse dei club che ci manifestano paura per questa situazione. Ma oggi siamo qui soprattutto per celebrare gli undici anni con Fabio. Abbiamo vinto tantissimo, vissuto momenti felici, creato grandi progetti di sviluppo sportivo come Juventus Women e Under 23. Penso ai tantissimi giocatori che ha portato qui: ringrazio tutti, ne cito tre: Tevez, Dybala, Cristiano Ronaldo. Il mio unico rimpianto? Van Persie…Fabio potrebbe raccontare calcio per delle ore, e non smetteresti di starlo ad ascoltare. Alla Juventus è arrivato un ragazzo e va via un uomo, che ha il grande pregio della curiosità, ha talento, istinto, responsabilità. Ed è un vincente. Fabio è stato protagonista in quello che forse è stato il momento più difficile della storia del calcio: niente è stato normale, e chi lo ha vissuto da dentro lo sa bene. Siamo arrivati insieme alla conclusione che forse era il momento di intraprendere un discorso diverso. E io posso solo dire, a nome mio e di tutta la Juventus: grazie. Sono stati undici anni fantastici

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