Lazio, Immobile: “Voglio tornare a segnare. Sulla Scarpa D’Oro…”

Lazio, Immobile: “Voglio tornare a segnare. Sulla Scarpa D’Oro…”. Lo ha dichiarato l’attaccante della Lazio, Ciro Immobile, al canale Twitch GL17CH. Il numero 17 della formazione allenata da Simone Inzaghi, tra i temi trattati, ha voluto mettere in chiaro la sua grande voglia di tornare a segnare visto il digiuno che dura da 7 partite. Ecco di seguito le sue parole riprese da Fantacalcio.it:

“La mia giornata tipo? Quello che t’ammazza di più sono i viaggi e il resto, partite e allenamenti sono la cosa migliore. Con la Nazionale abbiamo dovuto fare delle trasferte impegnative. A livello organizzativo tutto bene, anche se siamo molto limitati dal Covid. Scarpa d’Oro? Non ho messo a fuoco fino a quando non me l’hanno consegnata. Vedi realizzati tutti i tuoi sogni, sono soddisfazioni. Ti dici… il lavoro che ho fatto ha pagato. Il problema dei rigori per l’attaccante è che hai tutto da perdere, se il portiere lo para, diventa un eroe. Ne ho tirati parecchi negli ultimi minuti, quando il pallone pesa dieci chili. Mia mamma non li guarda. Quando sta a casa va al giardino, quando sta allo stadio se ne va nell’area quella del buffet. Perché il numero 17? L’ho presa quando giocavo a Pescara, non si potevano usare numeri oltre il 25. Mi sono trovato bene, m’è piaciuto. L’ho confermato quando ho conosciuto Jessica, perché lei è nata il 17 luglio. In questo momento sono tranquillo, stavo vedendo Juventus-Napoli. Mi piace giocare alla play, il mio gioco preferito è la Formula Uno. Mi permette di staccare la spina da quello che faccio tutti i giorni, mi rilasso. Quello che mi stanca di più sono i viaggi, le partite e gli allenamenti sono la cosa migliore. Sono a secco da sette partite, mi devo sbloccare. Passami la palla davanti la porta! A noi mancano tanto i nostri tifosi, quest’anno ci sono state partite da tutto esaurito se si fossero giocate con il pubblico. Quando sei sotto nel punteggio la spinta dei supporters è decisiva, hai una motivazione in più. Adesso giocare in trasferta o in casa non fa molta differenza. Sono quel tipo di giocatore che quando gioco fuori casa e vengo fischiato mi carico ancora di più. C’è qualcuno che subisce meno l’assenza del pubblico, ma non più di tanto. Questa mattina abbiamo festeggiato Radu, era commosso. È stato molto emozionante”