Milan, Calabria: “Giocare in Champions League sarà un bel salto”

Il laterale destro del Milan, Davide Calabria, ha parlato stamani dalle colonne del settimanale SportWeek. Il numero 2 della formazione allenata da Stefano Pioli ha raccontato della stagione appena trascorsa, del ritorno dei rossoneri in Champions League e anche di due suoi compagni di squadra di grande qualità come Ibrahimovic e Theo Hernandez. Ecco di seguito le parole dello stesso Calabria riprese da CalcioNews24:

“Champions? In ogni momento di difficoltà abbiamo reagito alla grande: ero sicuro che ce l’avremmo fatta. La forza? Serve sicuramente talento per giocare a questi livelli. Poi, però, ci sono altre componenti, compreso il periodo storico del club. Penso di avere le qualità per giocare qui: soprattutto la forza mentale, la resilienza, la voglia di rimanere in questa squadra. Posso diventare più forte in tutto, sono ancora relativamente giovane. Giocare in Champions League sarà un bel salto: affrontare grandi giocatori, in grandi partite, in grandi competizioni è l’unico modo per poter migliorare. Pioli e Maldini? I complimenti di uno come Maldini o di altri rappresentanti del club mi hanno fatto piacere. Mi hanno consigliato di pensare un po’ più “egoisticamente”, di credere nei miei mezzi e sfruttarli. All’inizio ero fin troppo umile. Nel calcio devi essere aggressivo e forte mentalmente. Prima lo capisci, prima ottieni risultati. Differenze? Lo capisci quando c’è dietro una società stabile. E inevitabilmente ne risenti quando manca: è più difficile isolarsi per cercare di dare il meglio. Ma in questi anni il Milan non ci ha fatto mancare niente. Anche nei momenti negativi è stata una società forte, da tutti i punti di vista. Ibrahimovic? Ha spinto me e gli altri a dare il massimo, da quando c’è lui siamo migliorati tanto. Sono davvero contento che Ibra sia dei nostri. La cosa che più mi ha sorpreso di lui è la voglia di non perdere mai: per lui c’è solo la vittoria. E basta. Theo Hernandez? Madre Natura gli ha dato uno strapotere fisico e una velocità che lo rendono difficile da fermare quando accelera. Ma non direi che lo invidio, ognuno ha le sue caratteristiche. Sono contento di giocare con lui, è un bravo ragazzo, che lavora seriamente”.

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