Spezia, Verde: “Spero di vincere il premio Puskás. Sulla mia stagione…”

Spezia, Verde: “Spero di vincere il premio Puskás. Sulla mia stagione…”

L’attaccante dello Spezia, Daniele Verde, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo Tuttosport. Il numero 31 della formazione allenata da Vincenzo Italiano ha parlato di diversi temi: dal premio Puskás (per il suo gol in rovesciata contro la Lazio n.d.r.) alla sua stagione con lo Spezia, passando per il rapporto con mister Vincenzo Italiano e di come è nato il suo trasferimento agli Aquilotti. Ecco di seguito le sue parole riprese da Fantacalcio.it:

“La rovesciata dell’Olimpico contro la Lazio è il più bel gol dell’ultimo campionato? Vedremo, di sicuro fa piacere questo interesse e il fatto che la rete venga in un momento importante anche per la squadra. Come nasce un gesto atletico così? Ho visto il cross di Gyasi, e davanti a me Fares, che conosco bene, per quanto è lungo. Non ci sarei mai arrivato di testa, così ho pensato di fare una cosa anche un po’ preparata. Se questo gesto me lo sono studiato a casa? In allenamento, quando hai la testa un po’ più libera e non sei in partita. La provavo spesso, anche per divertimento, ma quel giorno tutto è stato più naturale e istintivo. Il mio gol in Espanyol-Valladolid del 2018 che stupì Ronaldo Il Fenomeno? Era il proprietario del Valladolid e all’ultimo minuto con un calcio diretto da quasi 25 metri, ottenni il pareggio. Mi fece i complimenti e nel rivedere il gol mi emozionai, un po’ com’è successo per l’altro alla Lazio. Se Spezia è il posto giusto dopo tanto girovagare? Questa è la squadra più particolare con cui ho giocato, la più originale. Fa calcio, si diverte, soffre, ed è giovane. Mi è capitato di vedere poche volte in carriera neopromosse così coraggiose. Proprio nella mia esperienza in Liga ricordo Huesca, che pur retrocedendo da penultima, stupiva. Qui però, in Italia, mai. Com’è nata l’idea Spezia? Per me Meluso l’uomo della storia. Mi ha cercato e voluto, atteso e tesserato nell’ultimo giorno di mercato, ha avuto ragione in questo. Roma? Mi hanno fatto crescere, Bruno Conti mi ha scelto, Montella mi ha formato giovanissimo, Garcia aggregato alla prima squadra, a 18 anni ho esordito in A poi in Europa League. Ho giocato con Totti, che credo sia unico nella storia del nostro calcio. Devo molto al club, poi chiaro che le vie, come capita a tanti, si dividono. Se questo è il mio anno migliore a livello di gol (5)? Nei numeri penso di sì, ma anche in altre annate avevo dato contributi importanti. Qui però tutto è funzionato subito in maniera positiva. Italiano? Penso di essere adatto al suo gioco, palla a terra, esterni coinvolti, chiudere il secondo palo da punta. Burbero? Ma no: spesso ride e scherza con il gruppo, si vede che ha smesso da poco di fare il calciatore, e per noi è un bel vantaggio. Premio Puskás? Ci spero, con orgoglio, io intanto in allenamento continuo a provare rovesciate.”

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